Etica, compliance e trasparenza

Codice etico

I Nostri Principi

NETON svolge le proprie attività nel rispetto dei principi di integrità, trasparenza, correttezza e responsabilità, promuovendo comportamenti etici nei rapporti interni e nelle relazioni con tutti gli stakeholder.

Il Codice Etico e Politica di Sicurezza Informatica (di seguito il “Codice Etico”) ha l’obiettivo di raccogliere i valori, i principi e le linee guida etiche e comportamentali che costituiscono la cultura organizzativa di NETON, definendo i valori e le regole di condotta che guidano l’operato degli amministratori, dei dipendenti e di tutti coloro che collaborano a vario titolo con l’azienda.

NETON si impegna a mantenere e sviluppare un rapporto di fiducia con i propri stakeholder, tra cui azionisti, collaboratori, clienti, fornitori, partner commerciali e comunità nei territori in cui opera.

Validita’ E Applicazione

Il Codice Etico si applica a NETON e alle società del gruppo ed è vincolante per tutti i collaboratori, indipendentemente dal ruolo ricoperto.

L’azienda promuove inoltre l’adozione di comportamenti coerenti con i principi del Codice Etico anche da parte di partner commerciali e fornitori.

Il Codice Etico del gruppo NETON trova applicazione sia in Italia sia all’estero, nel rispetto delle normative vigenti nei Paesi in cui l’azienda opera.

Per eventuali segnalazioni di violazioni o sospetti di violazione del Codice Etico è possibile utilizzare gli appositi canali e strumenti messi a disposizione dall’azienda, ivi meglio indicati e descritti.

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (D.Lgs. 231/2001)

NETON ha adottato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e successive modificazioni o integrazioni (il “Decreto 231”), per la prevenzione dei c.d. “reati presupposto” specificamente previsti dal Decreto 231 la cui commissione può implicare la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato (il “Modello 231”).

Il Modello 231 rappresenta uno strumento fondamentale del sistema di controllo interno, volto a garantire rigore, trasparenza e responsabilità nei rapporti interni e nei rapporti con soggetti esterni. Esso viene periodicamente aggiornato in relazione all’evoluzione normativa e organizzativa.

Il Modello è composto da:

• una Parte Generale, che illustra fra l’altro il quadro normativo, l’individuazione dei reati rilevanti per la società, la descrizione della società e della sua struttura, l’indicazione dei destinatari del Modello 231, la disciplina del sistema sanzionatorio applicabile in caso di violazioni del Modello 231, la descrizione del ruolo e delle funzioni dell’Organismo di Vigilanza, la regolamentazione dei flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza e da quest’ultimo agli organi sociali e la disciplina del c.d. “whistleblowing”;

• n. 9 Parti Speciali, dedicate alle aree di attività sensibili specifiche risultate potenzialmente esposte a uno o più rischi-reato, individuando altresì i protocolli specifici di prevenzione prevedenti regole di comportamento ed i controlli posti a presidio delle suddette attività a rischio-reato, nonché i flussi informativi specifici verso l’Organismo di Vigilanza; e

• n. 3 allegati (Allegato 1 – Risk Assessment, Allegato 2 – Codice Etico, Allegato 3 – Appendice Normativa).

Per eventuali segnalazioni di violazioni o sospetti di violazione del Modello 231 è possibile utilizzare gli appositi canali e strumenti messi a disposizione dall’azienda, ivi meglio indicati e descritti.

Organismo di Vigilanza

Ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e successive modificazioni o integrazioni (il “Decreto 231”), è stato istituito un Organismo di Vigilanza con il compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del Modello 231.

Le principali attività attribuite all’Organismo di Vigilanza comprendono:

• la cura della diffusione e della conoscenza in azienda del Modello 231;

• la vigilanza su funzionamento, efficacia e costante osservanza del Modello 231, verificando la coerenza tra i comportamenti concreti e le disposizioni previste dal Modello 231 stesso, nonché l’effettiva applicazione delle procedure e dei protocolli specifici di prevenzione ivi previsti;

• la valutazione dell’adeguatezza del Modello 231, ossia della sua capacità di prevenire comportamenti non conformi alla normativa;

• il monitoraggio nel tempo della solidità e funzionalità del Modello 231;

• la cura dell’aggiornamento del Modello 231, qualora si rendano necessari adeguamenti in relazione a modifiche normative, organizzative o operative;

• l’analisi e valutazione delle segnalazioni (whistleblowing);

• il riporto periodico agli organi societari dell’azienda.

Il Consiglio di Amministrazione delle società del gruppo NETON ha nominato, per ciascuna società, quale unico componente (membro esterno) dell’Organismo di Vigilanza monocratico l’avv. Luigi Santangelo, del Foro di Milano, con studio legale in Milano, via Ciovasso, 4.

Procedura Whistleblowing

NETON ha altresì adottato la procedura c.d. “whistleblowing” ai sensi della Legge n. 179 del 30 novembre 2017, come di recente ulteriormente innovata dal D.lgs. n. 24 del 10 marzo 2023 (in attuazione della Direttiva UE 2019/1937) (la “Policy Whistleblowing”), che rappresenta a tutti gli effetti un protocollo specifico di prevenzione, costituendo dunque parte integrante del Modello 231.

La funzione primaria dell’istituto del c.d. “whistleblowing” è disciplinare un sistema di segnalazione di comportamenti o situazioni che possano costituire violazioni di legge, del Codice Etico o del Modello 231, assicurando al contempo la protezione da eventuali ritorsioni verso chi, all’interno di un’organizzazione aziendale, denuncia comportamenti illeciti, prevedendosi altresì l’istituzione di canali di segnalazione – sia interni all’azienda, sia esterni – per la trasmissione di segnalazioni che garantiscano la tutela della riservatezza dell’identità del segnalante e del contenuto della segnalazione, oltre che un sistema di provvedimenti disciplinari e sanzionatorio applicabile in tali casi.

Le segnalazioni possono essere effettuate da dipendenti, collaboratori e soggetti terzi che intrattengono rapporti con l’azienda.

L’azienda garantisce la riservatezza dell’identità del segnalante, la tutela contro qualsiasi forma di ritorsione o discriminazione e una gestione delle segnalazioni conforme alla normativa vigente.

Canali di Comunicazione Interna

Il Modello 231 e la Policy Whistleblowing di NETON prevedono due canali di comunicazione informatica:

– all’indirizzo di posta elettronica ordinaria dell’Organismo di Vigilanza, in qualità di Responsabile del procedimento Whistleblowing: santangelo@sga.legal;

– all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dell’Organismo di Vigilanza: luigi.santangelo@milano.pecavvocati.it.

Tali strumenti di comunicazione interna sono visionati esclusivamente dall’Organismo di Vigilanza, che provvede a gestire le segnalazioni ricevute con i tempi e modi meglio dettagliati nella Policy Whistleblowing, e in conformità a quanto disposto dal d.lgs. 24/2023 e dal d.lgs. 231/2001.

La segnalazione interna potrà avvenire anche:

– in forma scritta, inviando lettera raccomandata in busta chiusa al seguente indirizzo di recapito: Avv. Luigi Santagelo, Organismo di Vigilanza di NETON, via Ciovasso 4, 20121 Milano; o

– in forma orale, su richiesta della persona segnalante, mediante un incontro diretto fissato entro un termine ragionevole.

La segnalazione interna presentata ad un soggetto diverso dall’Organismo di Vigilanza è trasmessa, entro sette giorni dal suo ricevimento, all’Organismo di Vigilanza, dando contestuale notizia della trasmissione alla persona segnalante.

Canali Di Comunicazione Esterna E Divulgazione Pubblica

Qualora ricorra una delle condizioni previste all’art. 6, comma 1, del d.lgs. n. 24/2023, come descritte nel paragrafo ‘5. CANALE DI COMUNICAZIONE ESTERNA’ della Policy Whistleblowing, la persona segnalante può effettuare una segnalazione esterna all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) attraverso lo specifico canale approntato dalla stessa Autorità. Il segnalante può trovare tutte le informazioni utili sul sito https://www.whistleblowing.anticorruzione.it

Infine, al ricorrere di una delle condizioni previste all’art. 15, comma 1, del d.lgs. n. 24/2023, come descritte nel paragrafo ‘6. LA DIVULGAZIONE PUBBLICA’ della Policy Whistleblowing, la persona segnalante può altresì effettuare una divulgazione pubblica, tramite la stampa o mezzi elettronici o di diffusione in grado di raggiungere un numero elevato di persone.

Resta ferma la facoltà di sporgere denuncia all’autorità giudiziaria o contabile.

Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2026

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